Mamre, a febbraio viaggio umanitario in Libano

Un nuovo viaggio umanitario. Oggi pomeriggio l’associazione Mamre di Borgomanero ha lanciato l’operazione “Missione Libano”. «A seguito del conflitto siriano -evidenzia il presidente Mario Metti- sono oltre due milioni i profughi ospitati in questo paese, centinaia di migliaia le vite in pericolo a causa della tempesta “Norma” e tanti i bambini bisognosi di aiuto». Così a casa “Piccolo Bartolomeo” verranno raccolti matite, penne, pastelli, gomme, temperini, quaderni, album da disegno, caramelle, piccoli giochi, e materiale per l’infanzia non ingombrante. La partenza è prevista l’11 febbraio.

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Vestiti invernali per ragazze

A Casa Piccolo Bartolomeo – Mamre cerchiamo vestiti invernali per ragazze giovani. Raccogliamo fino a inizio settimana prossima.

Puoi aiutarci? Grazie.

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Buon anno!

Auguro a tutti buon anno condividendo la preghiera che ogni mattina e ogni sera rivolgo a Gesù pensando ai nostri figli: «Proteggili, sostienili, guida, illumina e benedici il cammino della loro vita. Dona loro buona salute, pace, serenità, gioia e tanto amore da accogliere e da donare ai fratelli».

Oggi tutto questo lo chiedo per ognuno di voi.

Buon anno!

Il presidente Mario Metti

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Ritorniamo all’essenziale:

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato» (Mt 25, 35). «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13, 31-35). …

Solo così sarà davvero Natale. Mario Metti – Associazione Mamre

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GIOCATTOLI REGALATI AI BAMBINI DI CASA “PICCOLO BARTOLOMEO”: LI HA DONATI IL GRUPPO FACEBOOK “SEI DI BORGOMANERO SE… (L’ORIGINALE)”

Questa mattina, sabato 22 dicembre, gli amici del gruppo Facebook “Sei di Borgomanero se... (l'originale)”
 si sono recati in visita alla casa di accoglienza “Piccolo Bartolomeo” 
e hanno donato dei giocattoli ai bambini ospiti della struttura dell'associazione
 Mamre. Agli amici del gruppo Facebook “Sei di Borgomanero se... (l'originale)”
 il più sincero ringraziamento da parte del presidente Mario Metti, degli educatori, 
dei volontari e delle ospiti.

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Al professor Giannino Piana il premio “Sirena d’onore”

Da Mario Metti, presidente dell’associazione Mamre, e da tutta la comunità di casa “Piccolo Bartolomeo” di Borgomanero i più sinceri complimenti all’amico Giannino Piana che ieri sera, nella chiesa di San Nicola a Ornavasso, suo paese natale, ha ricevuto il premio “Sirena d’onore”, un riconoscimento al suo straordinario impegno in campo culturale. Il professor Piana ha curato anche, insieme a Metti, la trilogia sulle virtù teologali promossa da Mamre e dall’editore Giuliano Ladolfi. Così si legge nella motivazione: “La sua conoscenza, la sua cultura, la sua ricerca lo hanno reso un esperto dell’animo umano, della sua dignità, delle sue fatiche e del suo rapporto con Dio. Ha approfondito etica, morale, religione, lavoro, politica, promozione umana, cultura, corporeità, giustizia e Bibbia, lette dentro alla storia dell’uomo, della società e della Chiesa in una visione mai assolutistica, nell’attenzione dell’uomo senza giudizi e pregiudizi. E’ rimasto sempre legato al suo territorio e alla sua storia, maestra di vita e capace di dare segni interpretativi della vita di oggi. Schivo ai riconoscimenti, è un onore, un vanto, averlo come figlio della nostra terra, un ornavassese doc, di famiglia doc, segno alto di un’immagine di Ornavasso che non è solo feste, ma anche cultura, ricerca e grandi valori”.

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La scuola media del “Don Bosco” in visita a casa “Piccolo Bartolomeo”

Gli allievi della seconda media del collegio “Don Giovanni Bosco” di Borgomanero in visita alla casa di accoglienza “Piccolo Bartolomeo”. Dopo una riflessione sul senso del Natale e l’illustrazione delle attività di solidarietà svolte quotidianamente dall’associazione Mamre, i ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti, si sono divisi in due gruppi: uno ha realizzato dei biglietti di auguri e uno ha dato una mano a sistemare dei generi alimentari.

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SAN TORPETE CHIUDE A NATALE GESÙ È ESPULSO DALL’ITALIA DAL DECRETO SICUREZZA DI SALVINI di don Paolo Farinella

San Torpete, Parrocchia nel cuore di Genova centro-est, non celebra il Natale 2018. Nata nei secoli XI-XIII come Parrocchia privata del casato dei marchesi Cattaneo della Volta, nel 1995 fu ceduta alla Diocesi. Dopo un decennale primo restauro, la chiesa, aperta al pubblico nel luglio del 2005, fu affidata al prete Paolo Farinella, con il mandato di farne un centro culturale. Con l’impegno di tanti collaboratori, il mandato è stato realizzato fino a oggi: San Torpete è un luogo di spiritualità, di poesia, di cultura, di musica e di politica con il suo fulcro nell’Eucaristica domenicale, frequentata da persone di altri quartieri cittadini e da fuori Genova. Da “Parrocchia senza parrocchiani”, San Torpete è diventata la Parrocchia della diaspora dei pellegrini nomadi.
Natale non è più Natale cristiano: non più memoria della nascita di Gesù, ma cinico fatto commerciale, mescolato a ripetuti riti e liturgie, merci in vendita nel pagano spirito natalizio sequestrato dal mercato neocapitalistico. I cattolici non credono affatto che Natale sia la coscienza della prossimità di Dio per costruire una nuova umanità universale. Essi si accontentano colpevolmente della favoletta innocua del presepe che, tra oche, animali, mestieri, pupazzi e meccanismi d’ingegneria idraulica, fa del mistero fondamentale della fede cristiana l’Incarnazione del Lògos-Verbum-Parola, uno strumento di alienazione a beneficio di bambini e adulti infantili che, pur battezzati, solo in quell’occasione entrano in una chiesa. Turisti del religioso folcloristico.
Il clima buonista domina il tempo natalizio, tra Babbi Natale, buoi, asini, Befane e zampogne, tanto che i giornali (“Il Secolo XIX” di sabato 1-12-2019) parlano di «spirito del Natale» riferendosi alle prospettive di commercio e di vendita. Il «mistero di Dio che viene» è ridotto a religione civile e pagana, occasione di circostanza da cui Dio è escluso ed espulso. Le luminarie stradali indicano i negozi come capanne di Betlemme con gli angeli adoranti la merce esposta in vendita, segnata da una stella lampeggiante.
I cristiani sono complici del degrado di Natale, perché la memoria della nascita di Gesù non c’entra nulla con questo Natale, trasformato in saga paesana di abbuffate tra regali e presepi, mentre accanto i “poveri Cristi” muoiono di fame e freddo in mare, nei bordelli della Libia, pagati dall’Italia, che fomenta le guerre con l’immondo commercio delle armi, da cui ricava illeciti guadagni. Il cibo si butta via, mentre sulle stesse strade “Gesù, il migrante dei migranti” muore di fame e di freddo al canto di «Tu scendi dalle stelle al freddo e al gelo».
Nel 2018 non si può celebrare il Natale, anche per obiezione di coscienza al decreto legge n° 113/2018, spudoratamente conosciuto come “Decreto sicurezza”, sebbene sia un decreto di massima insicurezza e sfregio dei valori e dei sentimenti più profondi della Democrazia e del Diritto. Dietro parole roboanti, confuse e immorali, si nasconde la volontà determinata di colpire i migranti, proprio alla vigilia di quel Natale che celebra la nascita di Gesù, emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nàzaret, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del Neghev.
Tutto questo avviene nel silenzio complice di un mondo cattolico che inneggia a un ministro che dondola un presepe di plastica, sventola un Vangelo finto e illude con il Rosario in mano, senza suscitare un rigurgito di vomito dei cosiddetti “cattolici da salotto”. Papa Francesco li ha chiamati «cristiani da pasticceria». In questo anno 2018, se Gesù, con Maria e Giuseppe, si presentasse da noi per celebrare la sua nascita, col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perché migrante economico, perché senza permesso di soggiorno e perché in Palestina non c’è una guerra “vecchia” dal 1948.
Inneggiando Salvini, uomo incolto, senza alcun senso dello Stato e del Diritto, i cattolici sono complici di lesa umanità e di deicidio perché ogni volta che si fa un torto sul piano del Diritto alla persona del povero, lo si fa a direttamente a Gesù nella carne viva dei migranti. Con quale diritto i cristiani possono pretendere di celebrare il Natale di quel Gesù che il loro Paese, senza alcuna loro resistenza o protesta, espelle l’Uomo nel Figlio di Dio?
A pochi giorni del varo di questa legge col voto positivo del signor Luigi Di Maio che si fa fotografare mentre bacia il sangue di san Gennaro (povero lui!), come è possibile aprire le chiese e baloccarsi con ninne-nanne, “Tu scendi dalle stelle”, canti gregoriani, presepi scellerati, quando fuori il vero Cristo è offeso, torturato, stuprato, vilipeso, venduto, schiaffeggiato, ucciso, come l’«Uomo dei Dolori» d’Isaia profeta? (Is 53).
Il decreto Salvini è incostituzionale, e «prima gl’Italiani» è un obbrobrio giuridico che fa straccio di secoli di conquiste di civiltà giuridica. Mentre aspettiamo la sentenza della Suprema Corte che non arriverà prima di due anni, il Diritto langue, la Democrazia è ferita, la Costituzione sbranata e… i cristiani non si vergognano di assistere ed essere conniventi di questo scempio ad ogni uomo che viene in questo mondo.
Non ci resta che assumere l’unico gesto di dignità rimasto: la nostra coscienza opposta come bastione di obiezione totale con atto pubblico, radicale, dirompente e inequivoco: la chiesa di San Torpete in Genova resterà chiusa.
Possa la chiesa, chiusa per fallimento, stimolare il pensiero e la riflessione dei credenti e quanti hanno coscienza che Natale sia «Dio-con-noi-Im-ma-nù-el».
Le celebrazioni riprenderanno con l’Epifania (6-01), la «manifestazione del Signore ai popoli del mondo», festa di universalità senza confini, compiuta da «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua» (Ap 7, 9). Non celebrate la mia nascita – dice Gesù – perché Io-Sono da sempre; celebrate piuttosto la vostra ri-nascita di creature nuove: convertitevi e tornate al Vangelo (Mc 1, 15).

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Il sogno di casa Irene sta diventando realtà – Lettera aperta di Mario Metti

Il sogno di casa “Irene” si sta, poco alla volta, trasformando in realtà e questo grazie a tante persone che credono in questo progetto che ospiterà donne vittime di violenza e donne con problematiche importanti. In queste ultime settimane abbiamo accolto nella casa “Piccolo Bartolomeo” ancora due donne che avevano subito maltrattamenti in casa dall’uomo che aveva loro promesso di “amarle e onorarle…”. Sono autentiche tragedie che sconvolgono la vita di una donna e dei suoi figli e solo con l’aiuto di persone preparate che lavorano con passione e con amore, queste donne riusciranno a uscire dal tunnel buio nel quale sono state rinchiuse per ritrovare la luce della speranza, la dignità di donna, la responsabilità di chi può con un lavoro e un alloggio riprendersi in mano la propria vita. Dicevo che il sogno è vicino a diventare realtà, ma mancano ancora dei tasselli, 150… o meglio circa 150mila euro. Sono tanti, è vero, ma con la generosità di tante persone che credono in questo progetto, “insieme” possiamo e dobbiamo farcela. Per questo mi rivolgo a te, certo che vorrai con il tuo contributo portare a compimento questa casa, dare vita alla speranza per tante donne e bambini che la potranno abitare. Vieni a trovarci, andremo insieme a vederla. Sono certo di poter contare anche sul tuo aiuto! Grazie e auguri di Buon Natale a te e ai tuoi cari. Dicembre 2018 – Mario Metti – associazione Mamre onlus Per le donazioni puoi utilizzare: – Iban IT 23 T 03048 45220 00000 0084283, Banca del Piemonte, agenzia di Borgomanero – Conto corrente postale n. 26131128 intestato ad Associazione Mamre onlus

 

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Quarto viaggio in Bosnia dell’associazione Mamre

Quarto viaggio in Bosnia dell’associazione Mamre

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