CAV – Centro Antiviolenza

Il centro antiviolenza – con sede in via Ignazio Fornara 33 a Borgomanero – nasce dalla volontà dei Consorzi dei Servizi Sociali territoriali di ampliare i servizi rivolti alle donne vittime di violenza.

Il “Cav area nord novarese” affianca il Centro Antiviolenza del Comune di Novara, che fino a ora ha coperto le esigenze di tutto il territorio provinciale.

L’incremento dell’utenza e la necessità di rispondere localmente ai bisogni delle donne ha spinto l’associazione Mamre Onlus ad attivarsi per progettare un servizio per l’area nord, sostenuta dai consorzi dei servizi sociali di Borgomanero, Castelletto Sopra Ticino e Arona e dai comuni novaresi del Ciss Cusio. Il servizio – che verrà inaugurato giovedì 26 alle 16 a villa Marazza – andrà a coprire i bisogni in tutto di 55 comuni.

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Grazie…

Grazie di cuore a coloro che hanno contribuito per questa nuova missione in Bosnia. In particolare ai due bimbi che hanno portato una busta con 20 euro e il loro piccolo Kwai.

Mario Metti

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Nuova missione umanitaria in Bosnia

Nuova missione umanitaria in Bosnia dell’associazione Mamre di Borgomanero. La partenza è prevista venerdì 20 settembre, il ritorno domenica 22 o, più probabilmente, lunedì 23. Prenderanno parte al viaggio anche la Croce Rossa di Arona, che ha messo a disposizione un furgone, e i triestini Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi. Sino a giovedì 19 è possibile donare dei contributi in denaro che saranno consegnati agli operatori attivi appunto in Bosnia nell’accoglienza dei migranti.

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A BORGOMANERO LA “BICICLETTATA PER LA PACE” – 22 SETTEMBRE

Domenica 22 settembre a Borgomanero è in programma la “Biciclettata per la pace”. L’iniziativa è promossa da “Compagni di volo”, in collaborazione con altre associazioni che hanno contribuito alla “Festa dei popoli”: Mamre, Caritas parrocchiale di Borgomanero, Telep Africa, G.A.S.(Gruppo acquisto solidali) Borgomanero, Altro mercato – Bottega del commercio equo e solidale “Raggio Verde”, Centro culturale islamico di Borgomanero e periferia, Misheni Na Ukarimu di Agrate Conturbia, Croce Rossa Italiana Sezione di Borgomanero, Terra di tutti, Movimento dei Focolari, Comunità di Sant’Egidio, Auser, Agesci gruppo Borgomanero 1 degli Scout, Oratorio di Borgomanero, Vedogiovane e Anpi. Il tutto con il patrocinio dei Comuni di Borgomanero e di Cureggio e del Cst Novara Vco. La “Biciclettata per la pace” è stata proposta alla comunità di Borgomanero «per promuovere – spiega Sergio Vercelli di “Compagni di volo” – attività di sensibilizzazione e di informazione, incoraggiando, anche all’interno delle scuole, la riflessione sulla pace, sui diritti umani e sull’interculturalità. L’obiettivo è diffondere una cultura di pace, di integrazione culturale dei cittadini stranieri e di rispetto della diversità, e attenta alla mondialità, alle differenze, alla solidarietà, alla tolleranza, alla non violenza, all’accoglienza, alla condivisione, alla legalità e alla convivenza pacifica. Temi molto impegnativi nel contesto attuale: quest’evento sarà una giornata di festa, di condivisione, di autentica partecipazione sulla pace, per costruire un orizzonte di speranza. E ci aiuteranno a riflettere tutte le persone che interverranno». La “Biciclettata per la pace” si svolgerà il 22 settembre per motivi organizzativi, e per non sovrapporsi ad altre iniziative previste sabato 21. Il 30 novembre 1981, con risoluzione 36/67, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto di celebrare la “Giornata internazionale della pace” il terzo martedì del mese di settembre, in coincidenza con il giorno di apertura delle sessioni dell’Assemblea Generale. Successivamente, nel 2001, con la risoluzione 55/282 è stata istituita all’unanimità la Giornata ogni 21 settembre. Nella risoluzione, le Nazioni Unite invitano tutti i paesi a commemorare la Giornata attraverso attività educative e di sensibilizzazione sul tema della pace. Per esempio, come fatto a Borgomanero, coinvolgendo le scuole. L’appuntamento è fissato alle 14.30 con il raduno in piazza Martiri e la presentazione della “Giornata della Pace”. Seguiranno i saluti delle autorità e la preghiera cristiana per la pace, con la lettura del messaggio di papa Francesco e un momento di animazione per i bambini. Alle 15.30 partenza per il centro culturale islamico di Cureggio (via Borgomanero 38), dove sono in programma la preghiera islamica per la pace e un rinfresco. Alle 17.15 partenza per via Carlo Alberto Molli (area statua padre Pio) per un intervento sul tema “La pace nella Costituzione italiana e come fondamento dell’Unione Europea”. Seguiranno la messa a dimora di una pianta di ulivo e il ricordo di Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa e premio Nobel per la pace nel 1901. Nell’area ci sarà altra animazione per i bambini. La giornata si concluderà alle 18.

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Zanotelli a Boca

«Il primo a parlare di non violenza non è stato Gandhi, ma Gesù. Il Mahatma fece sua questa scelta di vita al punto che un giorno gli chiesero perchè non si convertiva al Cristianesimo. E lui rispose che, piuttosto che diventare come i cristiani d’Occidente, era meglio rimanere indù». È uno dei passaggi centrali dell’intervento di padre Alex Zanotelli martedì sera al santuario di Boca. Quasi 1.500 le persone che hanno raccolto l’invito dell’associazione Mamre e di altre 21 realtà fra Comuni, Parrocchie, sodalizi e così via. «Ma ci rendiamo conto? La verità è che sono i paesi poveri che accolgono i poveri, eppure si sta facendo passare il messaggio – ha aggiunto – che l’Europa, una delle tre colonne portanti del mondo, non può dare ospitalità a due o tre milioni di migranti. Non abbiamo fatto in tempo a festeggiare la caduta del muro di Berlino che ovunque s’è tornati a costruire barriere. Donald Trump ne vuole una al confine con il Messico e punta ad abolire lo Ius soli, ma non si creda che in Italia le cose vanno meglio. E non parlo solo del governo appena caduto. Per i Centri di espulsione dobbiamo dire grazie alla legge Turco-Napolitano, e non parliamo poi della Bossi-Fini, degli accordi dell’allora ministro degli Interni Marco Minniti con la Libia, del decreto Maroni e di quelli Sicurezza: mi sono vergognato di essere italiano quando salvare vite umane in mare è diventato un reato. Un tradimento totale dei valori del Vangelo, ma attenzione: anche la Chiesa ha le sue colpe tra Inquisizione, Crociate e guerre di religione. In compenso, a lungo s’è dimenticata di puntare sull’”umanità plurale” e sulla “convivialità delle differenze”». Per Zanotelli tutto questo è «il frutto amaro di un sistema, più finanziario che economico, profondamente ingiusto. Dalla seconda guerra mondiale sino agli anni Ottanta – ha spiegato – la politica contava ancora qualcosa, come dimostrato dal welfare. Ma poi pochissimi hanno messo le mani su quasi tutti i soldi: i 32 uomini più ricchi possiedono quanto quattro miliardi e mezzo d’individui, e fra i primi sei ci sono quattro giganti del web. E non dobbiamo dimenticare che il dieci per cento della popolazione consuma il 90% delle risorse, e che ogni 12 mesi viene buttato via un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo. Viene allora spontanea una domanda: perchè non ci ribelliamo? Che cosa ci blocca?». Per il religioso, «sono le armi che proteggono lo sfruttamento e i privilegi. Nel 2018 in Italia le spese militari hanno raggiunto i 25 miliardi di euro, tutte destinate a difendere quelli che vengono chiamati i nostri interessi vitali: per esempio il petrolio… Possiamo dire che noi non abbiamo ministri degli Esteri; questo ruolo è ricoperto dagli amministratori delegati di certe multinazionali…». Il missionario comboniano, che ha appena dato alle stampe il libro “Prima che gridino le pietre”, è stato presentato dal coordinatore nazionale del movimento “Pax Christi” don Renato Sacco: «Non nascondo la gioia per vedere così tanta gente, credenti e non credenti, che è venuta ad ascoltare un testimone che è sempre stato dalla parte degli ultimi. Arriviamo da un’estate in cui, ancor più che in passato, abbiamo capito che non si può tacere. E oggi siamo in un luogo, il santuario del Crocifisso, che ci richiama tanti crocifissi di oggi dimenticati. E siamo anche non lontani da dove vengono assemblati gli F 35, strumenti di morte che invece vengono decantati come tecnologia». Padre Alex ha esordito chiedendo scusa «a chi mi ha invitato. Li ho fatti attendere per quattro anni, ma non per cattiveria, ma perchè cerco di rimanere il più possibile al rione Sanità a Napoli dove la situazione non è per niente facile. Stanno saltando i valori: nelle famiglie la televisione resta accesa sino all’una di notte. Gli abitanti sono cinquantamila, ma è presente una sola scuola superiore per di più frequentata solo da metà degli iscritti, e alle medie i respinti sono in media il 74 per cento. Tra l’altro proprio Napoli è diventata la prima piazza d’Europa per lo spaccio di droga: andando avanti così tra qualche anno sarà difficilissimo vivere nelle grandi città». Non è mancato un accenno alle questioni ambientali con un fermo no alle trivellazioni. «La mia è una generazione maledetta – ha evidenziato – in quanto ha violentato il pianeta. I giovani devono ripensare tutto se vogliamo salvarci. Ogni anno vengono immesse nell’atmosfera quaranta miliardi di tonnellate di anidride carbonica. E poi ci sorprendiamo dell’effetto serra: il surriscaldamento, a fine XXI secolo, sarà pari a tre-cinque gradi e in Africa di sette-otto. L’Onu ipotizza che già nel 2050 ci saranno 250 milioni di rifugiati climatici. La Terra sopporterà sempre meno questo Homo Sapiens diventato Homo Demens. La “tribù bianca” negli ultimi cinquecento anni ha conquistato il mondo. Ma se non si convertirà, non abbiamo speranze. E anche l’Italia non è innocente. Le nostre occupazioni coloniali hanno portato con sé l’uso dei gas nervini in Etiopia e le condanne a morte in Libia. Che cosa si può fare, allora? Abbiamo un potere immenso anche se forse nemmeno ce ne accorgiamo. Cominciamo a chiedere alla nostra banca se investe in armi o se specula. Nel caso, come facciamo ad accettare una cosa del genere? Io sono convinto che se milioni di cittadini ventilassero la possibilità di ritirare i loro soldi, ci sarebbe immediatamente un’inversione di rotta. E quando andiamo in una boutique a comprare un bel vestito, domandiamo dov’è stato realizzato…». Le conclusioni le ha tracciate il presidente di Mamre Mario Metti: «Padre Alex è coerente, vive povero tra i poveri. Non accetta alcun compromesso. Obbedisce solo al Vangelo». Ultimi momenti la recita del “Padre nostro” tenendosi per mano e l’annuncio di un nuovo viaggio umanitario in Bosnia attorno al 20 settembre.

 

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Padre Alex Zanotelli – Incontro a Boca – 10 settembre

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Il grazie a don Giovanni

Don Giovanni Antoniazzi, sino a oggi parroco di Briga, da domani guiderà la comunità di Verbania Pallanza. Il grazie dell’associazione Mamre a don Giovanni anche per il suo fondamentale contributo nella realizzazione del progetto della casa di accoglienza per uomini senza dimora.

«Ama il prossimo tuo come te stesso», ci ha detto Gesù. Ed è proprio la fede in Gesù Cristo che si uò tradurre con la parola Amore, non l’amore astratto di cui spesso ci riempiamo la bocca, ma un amore che ci deve realmente accompagnare in ogni momento della nostra giornata.
Tu, caro don Giovanni, sei uomo di poche parole, ma dalla mano tesa verso chi incontri bisognoso lungo il tuo cammino. E così la mano con gesto profetico l’hai tesa a noi dell’associazione Mamre e a tutti gli uomini che la casa che abiti ha ospitato in questi anni.
Come ha detto don Tonino Bello: «La Chiesa del grembiule non totalizza indici altissimi di consenso […] ma solo se avremo servito, potremo parlare e saremo creduti»: e così nella tua Parrocchia hai saputo seminare la Parola di Dio con lo spirito di servizio e le persone hanno capito; e hai contribuito a rafforzare la fede in ognuno, la speranza in un cambiamento possibile e la carità concreta, tangibile, a favore dei più bisognosi.
Grazie di cuore caro don Giovanni, che il Signore Gesù ti benedica e ti protegga, ti doni forza e coraggio, gioia nel cuore perché tu possa sempre trasmettere ai fratelli l’Amore che Lui ci dona. Con la preghiera e tanto affetto ti accompagniamo in questo tuo cammino.
Grazie don Giovanni!

Associazione Mamre
Mario Metti,
Sergio Vercelli,
Mauro Clerici,
Piergiorgio Fornara,
Gianni Cerutti,
Bruno Poletti

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GRAZIE DON GIULIANO, BENVENUTO DON SILVANO

 

Grazie, caro amico don Giuliano, per essere stato non solo profeta in campo educativo, ma anche maestro e testimone nell’annuncio della Sua Parola. Sei per me e per tante persone la bussola, il faro che domenica dopo domenica sa tradurre la Parola di Dio in quotidianità di vita.
A noi, sempre di fretta, a volte anche in ritardo, timorosi nel sederci al primo banco, frastornati come siamo da messaggi che i mass media e i social ci inviano per invitarci ad avere sempre di più, a chiuderci sempre di più nelle nostre mura protette, a noi tu hai sempre indicato in modo chiaro, senza sconti o compromessi, a volte in modo forte e provocante per scuoterci, per svegliarci, che il Dio di Gesù è un Dio che ama e perdona. Un Gesù che non si ferma al Venerdì Santo con la sua morte in croce, ma risorge, un Dio che è amore e vita e che vuole che noi possiamo godere di questo immenso dono che è la vita, ma “insieme” per far sì che tutti possano vivere in pienezza questo dono, e quindi aprendoci agli altri, a chi vive nel bisogno, nella certezza che l’Eucarestia deve portarci al servizio, alla lavanda dei piedi. Quante volte ci hai ricordato le Beatitudini, la parabola del figliol prodigo, del buon samaritano, per farci capire che Dio è per noi Padre e noi siamo figli amati dal Padre.
Grazie per questa chiesa giovane, per la fiducia che hai sempre dato ai giovani, grazie per la condivisione e l’appoggio ai progetti dell’associazione Mamre, grazie di cuore don Giuliano, caro amico.
E ricorda che voglio, vogliamo continuare a dirti grazie!
E a don Silvano un benvenuto di cuore; avrà capito che siamo un’assemblea esigente, ma siamo consapevoli che abbiamo bisogno di crescere come cristiani, di essere guidati e accompagnati e siamo certi che con lei e con don Giuliano tutti capiremo di che Amore Dio ci avvolge.
Caro don Silvano, le vogliamo già tanto bene.

Mario Metti

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Martedì 10 settembre, ore 21, Boca. Padre Alex Zanotelli: “Prima che gridino le pietre”

Martedì 10 settembre, ore 21, santuario del Crocefisso di Boca: padre Alex Zanotelli parlerà del suo libro “Prima che gridino le pietre”. L’incontro è stato presentato oggi pomeriggio, lunedì 26 agosto, alla casa di accoglienza per donne in difficoltà “Piccolo Bartolomeo” di Borgomanero. L’evento è promosso da 22 fra Parrocchie, Comuni, associazioni e così via. «Normalmente -ha esordito il presidente di Mamre Mario Metti- l’organizzazione è curata da una sola realtà; questa volta, invece, abbiamo lavorato tutti insieme per esprimere il malessere contro politiche che vanno non solo contro la logica dei cristiani e il Vangelo, ma anche contro la Costituzione e i diritti umani. In momenti come questo in cui scarseggiano i testimoni, sarà bello ascoltare una voce profetica come quella di Zanotelli, una persona slegata da qualsiasi compromesso, che accompagna gli ultimi nella loro ricerca di giustizia e che parla di cose che veramente conosce. È stato povero tra i poveri prima in Sudan e poi in Kenya, e ancora oggi vive al rione Sanità di Napoli su tre pianerottoli di un campanile». Proprio oggi padre Alex ha compiuto 81 anni. «Cacciato via dalla direzione di “Nigrizia” per aver puntato l’indice contro il commercio delle armi -ha raccontato il coordinatore nazionale di “Pax Christi” Renato Sacco- oggi guida “Mosaico di pace” interpretando l’indignazione di tutti noi per quello che stiamo vivendo: i decreti sicurezza, le navi bloccate… Il mondo alla rovescia: chi aiuta è un buonista. Stiamo facendo l’abitudine all’indifferenza, stiamo perdendo l’umanità dimenticando, tra l’altro, che i migranti scappano da luoghi dove l’Occidente vende armi e dove sfrutta i bambini nell’estrazione delle materie prime». È anche il tempo delle fake news. «Continuano a ripetere -ha aggiunto- che siamo in presenza di un’invasione, che i profughi vengono tutti qui. Ma lo sapete che nel piccolo Libano sono un milione? Le emergenze sono altre, a cominciare da quella educativa. Eppure, e lo dico da prete, anche all’interno della Chiesa sta passando la “lettura” del ministro degli Interni Matteo Salvini la cui religiosità rasenta la bestemmia. Per non parlare del fatto che il ritornello è quello dell’”Aiutiamoli a casa loro”. Peccato che poi vengono tagliati i fondi per la cooperazione». Don Renato ha poi invitato il governo che verrà a ripensare al discorso degli F35. «Non voglio sentire -ha evidenziato- che non ci sono soldi quando le spese militari ammontano a 25 miliardi di euro. Quante cose si potrebbero fare con questa cifra. Un solo F35, per esempio, costa come otto Canadair. Zanotelli già nel 1990 affermava le stesse cose di oggi: che l’Italia è leader nella produzione di armi». Sono poi intervenuti il sindaco di Briga Novarese Chiara Barbieri («come amministrazione abbiamo il dovere di sensibilizzare i cittadini: ad arrivare in Italia non sono cose di colore, ma persone») e Piergiorgio Fornara reduce da alcuni viaggi umanitari in Bosnia: «Di quella situazione si parla poco, ma i profughi sono di più di quelli provenienti via mare. E quando cercano di dirigersi verso il Centro Europa vengono fermati con le cattive al confine con la Croazia dove non hanno ancora capito che costano di più questi “metodi” che attuare progetti d’inserimento come in Germania». E Sergio Vercelli di “Compagni di volo” ha sottolineato che in “Prima che gridino le pietre” Zanotelli, per esempio, ha smontato «la grande fabbrica delle fake news che dipinge i migranti come palestrati e con le collane d’oro: bufale che fanno presa sulla pancia delle persone».

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1.500 euro da “Iniziativa Kabeba” a casa “Irene”

«Grazie, grazie davvero di cuore al gruppo di amici di Rivano “Iniziativa Kabeba” che ha donato 1.500 euro per l’arredamento di una delle camerette della nuova comunità mamma-bambino “casa Irene”. Un gesto che dimostra la loro vicinanza alla nostra associazione e al progetto di “casa Irene”». A parlare è il presidente di Mamre onlus di Borgomanero Mario Metti. Il gruppo di amici di Rivano “Iniziativa Kabeba” prima s’è recato a casa “David Maria Turoldo” in frazione Santo Stefano dove ha offerto un aperitivo e poi, accompagnato proprio da Metti, ha visitato casa Irene.

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