Buon Natale!

Un giorno dello scorso anno ho visto un cipresso sradicato da un’improvvisa, fortissima folata di vento; le sue radici, benché profonde, non hanno saputo ancorarlo a terra. Nelle vicinanze un gruppo di alberi di famiglie diverse, esili, apparentemente insignificanti, disposti quasi circolarmente, avevano invece resistito. Questi avevano radici superficiali che andavano a intrecciarsi le une con le altre, tanto che, mi raccontava una donna lì incontrata, in primavera le foglie sembravano scambiarsi i colori le une con le altre.

Quante volte parliamo di “radici” come appartenenza a una cultura pressoché impermeabile, da difendere anche erigendo mura o con barriere di filo spinato o allontanando chi, pare, possa minacciare la nostra cultura.

L’identità culturale non è statica, ma dinamica, in continuo divenire; è come un tessuto formato da fili di diverso colore che nel corso della Storia si sono intrecciati, spezzati, riannodati. Solo così ci si arricchisce a vicenda, ci si integra a vicenda per ritessere una nuova vita insieme. Altrimenti la fine è quella del cipresso, destinato a essere sradicato di fronte a una perturbazione.

Un proposito che possiamo fare tutti insieme in questo Santo Natale? Scegliamo di essere radici superficiali, che scambiano linfa vitale per generare vita nuova, andiamo incontro alle persone con l’intento di conoscerle e di farci conoscere, ascoltiamole e dialoghiamo insieme: ci arricchiremo a vicenda e troveremo nuove strade, nuovi modi per vivere e condividere regalandoci a vicenda serenità e speranza per l’oggi e il domani nostro e dei nostri figli.

Mario Metti

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